Come è cambiato il nostro rapporto con il cibo con app e smartphone

Dal booking online al food delivery, passando per sconti e recensioni. Ecco come si è trasformato il rapporto tra clienti e ristoranti, secondo le esperienze di TheFork e Just Eat

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Smartphone, app & co hanno senza alcun dubbio cambiato il nostro rapporto con i ristoranti. Perché, ammettiamolo, ormai difficilmente ci fidiamo a prenotare in quell “posticino consigliato dall’amico del collega” senza prima averne controllato stelline e commenti su TripAdvisor e simili. Ma non solo: anche il modo stesso di prenotare è stato rivoluzionato, mentre a volte preferiamo goderci i piatti preparati a puntino da un qualche chef stando comodamente seduti al tavolo di casa. Lo sanno bene TheFork e Just Eat, rispettivamente leader di mercato nei settori dell’online booking e del food delivery, che si sono incontrati a Milano per confrontare le proprie esperienze. Partendo da una considerazione fondamentale: queste due tipologie di servizio non sono affatto concorrenti tra loro. E non soltanto perché gli oltre 8 mila ristoranti italiani prenotabili attraverso TheFork coincidono soltanto in minima parte con i 6 mila collegati alle rete Just Eat. “Anche l’utente medio che utilizza i nostri servizi è decisamente diverso”, riflettono Almir Ambeskovic e Nicolò Grosoli, rispettivamente Regional Manager di TheFork e Marketing Manager di Just Eat Italia. “Chi riserva un tavolo a un ristorante via app è in media un cliente over 35, con buone possibilità economiche, che cena fuori casa anche durante la settimana. Chi sfrutta maggiormente la consegna a domicilio del cibo, invece, è lo studente. Certo, sicuramente quello che è abituato a mangiare al ristorante di tanto in tanto, ma anche quello che si divide tra lezioni e Netflix, e che ha sostanzialmente un’esigenza: perdere il meno tempo possibile”. Per il resto, una discriminante nell’utilizzo dei due servizi appare fondamentale: il meteo. Il bel tempo invita a uscire di casa e a pranzare/cenare al ristorante, pioggia e freddo fanno pendere la lancetta verso il food delivery. Banale, forse, ma assolutamente determinante.

Recensioni e popolarità                                                                                                                                               Quelli che scelgono lo smartphone per prenotare al ristorante e quelli che invece lo utilizzano per ordinare il cibo a domicilio, insomma, possono non essere esattamente le stesse tipologie di persone. Eppure c’è senza alcun dubbio una caratteristica che le accomuna: entrambe sono iper-attente alle recensioni e ai giudizi degli altri utenti. Che possono verosimilmente determinare il successo o l’insuccesso digitale di un locale. Per esempio, il voto su TheFork può essere dato solo dalla persona che ha riservato il tavolo al termine della propria cena. Viene chiesto di esprimere un giudizio da 1 a 5 pallini sulla qualità del cibo, sull’atmosfera e sulla qualità del servizio, per ottenere alla fine una votazione complessiva che può arrivare a un massimo di 10.

Sconti e posizione: cosa cambia per i ristoranti                                                                                                       Il fiorire (nascere) di app e servizi, però, non va a solamente sull’esperienza del cliente. “In una grande città come può essere per esempio Milano, un locale che sappia sfruttare bene le opportunità del food delivery, proponendo un buon rapporto tra qualità, prezzo e velocità di consegna, può arrivare a incrementare il proprio fatturato anche del 15% nel giro di poche settimane”, spiega Grosoli di Just Eat. “Anche noi abbiamo visto ristoranti crescere moltissimo grazie a TheFork e che continuano tutt’oggi ad avere quotidianamente oltre la metà dei propri tavoli prenotati proprio attraverso la nostra app”, ribatte Ambeskovic. “Prima un’osteria in un via con poco passaggio, o magari senza un’insegna evidente, aveva poche possibilità di restare aperta a lungo. Oggi, invece, grazie alle app è il cliente stesso che si mette in cerca del locale, e non è più solo il locale a doversi sbracciare (mettersi in evidenza) per attrarre clienti”.

Anche sconti e promozioni, in questo caso, possono essere determinanti.                                                                       Just Eat, al momento, propone occasionalmente (e a proprie spese) codici promozionali per provare il servizio. TheFork, invece, lascia ai ristoranti la possibilità di mettersi in evidenza offrendo a chi vuole prenotare una percentuale di sconto sullo scontrino finale. “La scontistica può essere importante, per esempio, per una trattoria che ha appena aperto e vuole farsi conoscere”, continua Ambeskovic. “Il ristorante sceglie quando e a quanti dei propri tavoli applicarla. Questo impatta molto sul giudizio dell’utente, è inevitabile. Ed è soprattutto una strategia per regolarsi in anticipo sul flusso dei clienti: gli italiani non sono sempre abituati a prenotare il proprio tavolo, talvolta preferiscono aggirarsi tra i ristoranti di una via, guardare i menu e solo allora scegliere dove entrare. L’opportunità di avere uno sconto può dunque incoraggiare il cliente a prenotare. Per il ristoratore significa avere in anticipo un’idea di quanto sarà il lavoro effettivo della serata, per regolarsi di conseguenza”.

(Wired.it – Filippo Piva – 1 giugno 2017)